Uno scrittore contemporaneo per ragazzi marcello argilli



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I1 dottor Kappa

"[…]era un evaso dal carcere" (125); "era[...]famoso per inventare[…] armi silenziose" (126); aveva il bernoccolo "delle invenzioni cattive" (127); la "paro la 'denaro' produceva sempre un magico effetto" (128) su di lui; considerava Chiodino malato "di una grande forma di onestà" (129); è "perfido" (130); ai conside-

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125) G. Parca, M. Argilli, Le avventure di Chiodino, op. cit., p. 127. .

126) Idem, p. 127.

127) Ibidem.

128) Ibidem.

129) Idem, p. 129;

130) Ibidem.

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ra un "genio" (131).



Questo personaggio ama oltre misura il denaro. La sua mente malvagia è tutta dedita alla progettazio­ne e alla realizzazione di macchine che sono utili ai delinquenti. I1 vivere onestamente è da lui con­siderato un modo patologico di esistere.

I1 commendator Ciccetti

E' "il padrone dei Grandi Magazzini;[...] i è una persona molto importante" (132); essendo uomo di potere "i poliziotti accorrono" subito da lui (133); ambisce di realizzare, strumentalizzando Chiodino, "grandi guadagni" (134); è molto ricco perciò "tutti

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131) Ibidem.

132) Idem, p. 15.

133) idem, p. 15, p. 31, pp. 67-73.

134) Idem, p. 25.


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gli obbedivano" (135); sopra ogni cosa ama gli affa­ri: "per lui, l'amor paterno e filiale, come tutto ciò che non rendeva quattrini, non esistevano. L'uni­ca cosa che amava era il denaro" (136). Dalle cita­zioni che abbiamo fatto è possibile affermare che Ciccetti rappresenta un certo tipo di padrone, che pone sopra ogni cosa gli affari. Sia in Kappa che nel commendatore troviamo un amore incondizionato per i guadagni.

Mustacchio

Celebre "domatore di leoni, era sprezzante e al­tezzoso con tutti, specialmente con i nanetti" (137).

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135) Idem, p. 26.

136 Idem, p. 28.

137) Idem, p. 92.

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Fa "il prepotente con i più deboli" (138). Si considera "il più coraggioso uomo del mondo" (139). E' bu­giardo "e borioso" ed inventa calunnie contro Chiodi­no (140). Pur essendo un domatore di leoni, non sa domare i topi (141). "Come tutti i veri cattivi, lo era con tenacia" (142). Questo artista del circo spicca per la sua superbia.



E', secondo noi, possibile desumere, dagli indi­zi raccolti finora, un minimo comune denominatore per questi tre personaggi 'negativi', essi infatti hanno in comune l'ideologia della prepotenza, ciò a cui mi­rano è il successo personale, e per raggiungere tale

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138) Idem, p. 93.

139) Ibidem.

140) Idem, pp. 99-100.

141) Idem, pp. 102-106.

142) Idem, p. 138.

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obiettivo sono disposti a tutto.

I personaggi rappresentano determinati ruoli so­ciali o professionali realizzati negativamente (lo scienziato, il padrone, l'artista).


Rapporto autore-opera-lettore
Come si pone dunque l'Autore (143) di fronte al­la propria narrazione? Già in base agli elementi evidenziati possiamo affermare che Egli si pone come inventore delle vicende narrate. Come narratore è onni­sciente, il suo punto di vista è all'interno del racconto, egli ne dice più di quanto ne sappia uno qualunque dei personaggi; il narratore può così narrare le

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143) Usiamo il termine autore, senza dimenticarci

che questa funzione è svolta da due persone rea­li che hanno inventato il testo scritto.

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azioni e spiegarne i motivi:



"I1 Pubblico Accusatore[....] non protestò:

l'essenziale per lui era condannare qual­cu-

no, chiunque fosse". (144)

I1 racconto è al passato e alla terza persona. Talvolta l'Autore-narratore passa dal discorso narrativizzato a quello diretto (145): .

"Chiodino, che era rimasto alla porta, bal-

zò avanti a Perlina per difenderla.

Non si tratta così una bambina orfana e

affamata - disse. - Si vergogni, signora!



  • E tu da dove sei sbucato? urlò la vecchia.

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14 4) G. Parca e M. Argilli, Le avventure di Chiodino, op. cit., p. 155.



  1. 5) Per quanto riguarda i1 discorso, inteso come pa­role di qualcuno su qualcosa, ci riferiamo a G. Genette, Figure III. Discorso del racconto, Tori-

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  • Non voglio avvocati difensori in casa

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no, Einaudi, 1976. In questo studio si analizza­no le 'figure' del discorso narrativo: il tempo, il modo e la voce.

I1 tempo viene inteso come una sequenza doppia­mente temporale, c'è il tempo della cosa raccon­tata (la storia) e c'è il tempo del racconto, dal rapporto di questi due tempi scaturisce il movi­mento narrativo (la pausa descrittiva, la scena, il racconto sommario, l'ellissi), un racconto non

procede mai a velocità costante.

La categoria del modo considera la capacità del racconto di fornire al lettore maggiori o minori particolari e in maniera più o meno diretta (di­stanza), o di regolare l'informazione adottando un determinato punto di vista (prospettiva narra­tiva).

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mia. Ora ti concio a dovere...". (146)

Inoltre come Autore-narratore di fatti inventati, Egli aderisce ad una logica ideale ora al servizio del comi­co irreale ora al servizio di un'idea di bontà e di giustizia. L'Autore appare cioè come inventore di nar­rativa fiabesca in quanto nel testo vi sono azioni me­ravigliose e fuori della realtà, e inventore di narra­tiva didascalica, in quanto nel racconto compaiono si­tuazioni idonee ad illustrare ideali etico-morali che

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La categoria della voce analizza la narrazione in rapporto alla storia (essa può essere ulteriore, il racconto al passato, oppure anteriore, al futu­ro, simultanea, al presente e può privilegiare la storia, oppure la narrazione stessa, intercalata, come nei diari).

146)G. Parca e M. Argilli, Le avventure di Chiodino, op. cit., p. 42.


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rispecchiano l'ideologia dell'Autore. Vediamo qualche esempio:



L'elemento fiabesco: "A vedere quel ragazzo vestito

da inserviente entrare nella

gabbia dei leoni, il pubblico

ammutolì. Il Direttore si coprì

gli occhi con le mani, e:


  • Povero Chiodino! – balbettò

[ .... ].

Ma Chiodino di questo non si

preoccupava affatto[ .... ] .

Men­tre i leoni lo guardavano sba-

­lorditi, andò verso di loro, e

non seppe far altro che:

-Pss! Pss! - Come si trattasse

di gatti[ ... ] .

A vedersi trattare da pacifici

gattini, i leoni si indignarono.


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- Pss a noi, che siamo ì re del-

la foresta? - ruggì il più an­-

ziano '.[…].

E spalancate le enormi fauci

balzò su Chiodino, imitato

da tutti gli altri.

Travolto da quella valanga di

fiere inferocite, Chiodino spa­-

rì. Nel Circo si alzò un grido

di terrore […].

Ma una scena inattesa strabiliò

tutti: i leoni terrorizzati,

guaendo come cagnolini bastonati,

rotolavano per 1a gabbia sputan­-

do dozzine di denti". (147)
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147) dem, p. 106.


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L' elemento didascalico: "Alla testa di un nugolo di

agenti, il commendator Cic­-

cetti riprese l'inseguimen­-

to di Chiodino[ ....].I vec­chi marescialli furono i pri-

mi a cedere, poi i sergenti . [...] , infine rimasero in

gara solo i gendarmi più gio-

vani[...] .

Un aiuto insperato lo dettero

a Chiodino i bambini della

città [...]. Sull'istante in­-

ventarono un gioco diverten-

­tissimo: 'il chi fa ruzzolare

più gendarmi’". (148)

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148) Idem, p. 70.

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Oppure: "- Era un magazzino: I1 cibo

c'era ma a noi non lo davano!

- Viva Chiodino che ha fatto

scoprire quest'ingiustizia!

Così Chiodino divenne un eroe

e i poveri lo acclamarono co-

­me il loro più grande amico".

(149)


La fiaba slitta quindi nella favola. I1 racconto fantastico assume quindi una duplice funzione: divertire ed ammaestrare.

Altro elemento che rende questo racconto più di­sponibile a svolgere la sua funzione didascalica è connesso con il suo 'realismo', ossia con la sua ambientazione attuale rispetto al lettore (150). Se os­-

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149) Idem, p. 44.

150) I1 processo di attualizzazione del racconto (e

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serviamo infatti gli informanti spazio-temporali, no­tiamo che sono generici, però, mentre le informazioni

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quindi il suo aspetto 'realistico') è deducibile dalla registrazione degli informanti spazio-tem­porali (sono delle informazioni che situano le vicende narrate nello spazio e nel tempo; in un racconto fiabesco gli informanti saranno generici

e ciò permette all'Autore di ancorare il racconto nel territorio della fantasia, cfr. AA.VV., L'ana­lisi del racconto, op. cit., pp. 15-28). Gli infor­manti temporali: "C'era una volta" (p. 9), "Un giorno" (p. 9, 75, 92, 143), "I1 giorno"(p. 27,120) "dopo qualche giorno" (26, 56), "diversi giorni" (p. 20), "Una sera" (p. 38, 45, 56, 109), "il giorno dopo" (p. 77, 102, 124), "una mattina" (11, 113).

Gli informanti di luogo: "Laboratorio" (p. 9, 127,

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temporali sono analoghe a quelle della fiaba classi­ca, quelle spaziali sono diverse, rispetto al classi­co ambiente delle fiabe di magia, e rispecchiano l'ambiente nel quale il lettore vive; i riferimenti topo­grafici sono fedeli ad un contesto urbano contempora­neo al lettore: la città con i suoi grandi magazzini, la stazione, la radio, un embrionale apparecchio televisivo....



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129), "città" (p. 10, 14, 37, 38, 43, 54, 61, 62, 68, 70, 72, 99), "distributore di olio per auto" (p. 13), "i Grandi Magazzini" "la clinica" (p. 32), "la casa" (p: 35, 75, 76, 77, 87, 156), la "prigione" (p. 36, 61, 62, 65, 66), "l'autostrada" (p. 37), la "stazione ferroviaria" (p. 37, 58), il "Circo" (p. 83, 87', 91, 105, 112, 138, 152, 156), la sta­zione "radio" (p. 121), la "banca" (p. 133, 136), "la farmacia" (p. 146), il Tribunale" (p. 154, 156).


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Altro aspetto riferibile al 'realismo' di questo racconto è la presenza di esseri in carne e ossa (ec­cetto il personaggio Chiodino), che rappresentano determinate 'realtà' sociali e che contribuiscono a veicolare delle problematiche ideologiche connesse alla 'filosofia' dell'Autore. I contenuti ideologici sono connessi con la critica dell'attuale assetto socio-po­litico, responsabile di molte e gravi ingiustizie, e con l'esaltazione, non priva di toni populistici, del­la solidarietà. Gli agenti miglioratori sono amici dei poveri e dei baraccati, essi non trovano sostegno nel­le istituzioni, anzi alcune figurano alleate del com­mendatore Ciccetti, padrone avaro e sfruttatore; i po­liziotti, ad esempio, figurano come braccio armato del signor Ciccetti. L'opera evidenzia una critica radica­le e socialista della società, e rappresenta un esempio della logica del 'blocco contro blocco' allora esisten­te.
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La tendenza 'realista' di questa fiaba si mani­festa ancora con la demitizzazione del mondo incanta­

to della fiaba tradizionale, non compaiono infatti le fate, i maghi....

Cambia così la natura stessa della fiaba, nata per in cantare e commuovere; essa con Argilli diventa fiaba e favola nello stesso tempo, mira, infatti, a divertire ed ammaestrare.

Questo tipo di racconto 'fiabesco' risponde alle esi­genze della teoria letteraria marxista, che come abbiamo precedentemente sottolineato vuole il prodotto let­terario 'impegnato', strumento per altro, ossia per la ideologia e la prassi. Esso inoltre si inserisce nel contesto letterario neorealista che rifiutava ogni forma di letteratura evasiva e 'disimpegnata' e che mira­va a stimolare nel lettore l'interesse per una società nuova.

Questo testo appartiene a quel ristretto filone

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di letteratura per ragazzi del dopoguerra che segue la 'poetica' neorealista.



I1 rapporto fra Autore e lettore è. ideologica­

mente, ben determinato e perciò i contenuti etico-politici tendono ad ammaestrare il destinatario, e, mediante la combinazione di fiaba e favola, ad ottene­re da esso un consenso che, sia pur 'divertito', non sembra lasciare molto spazio al lettore a personali problematizzazioni delle tematiche affrontate, perché la logica dei fatti e dei personaggi traduce in modo chiaro il credo politico dell'Autore.
I.3. Rivolta allo zoo (151)
E' un romanzo che si rivolge ad un pubblico di

ragazzi tra gli otto e gli undici anni. I1 racconto

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151) M. Argilli, Rivolta allo zoo, Torino, SAIE, s.d.

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appare più unitario rispetto a Le avventure di Chiodi­no. La trama si evolve infatti secondo un progressivo succedersi di sequenze che mantengono una certa ten­sione dall'inizio alla fine.





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