Uno scrittore contemporaneo per ragazzi marcello argilli



Scaricare 0.92 Mb.
Pagina7/25
03.12.2017
Dimensione del file0.92 Mb.
1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   ...   25
Argomento

Gli animali di uno zoo sono in subbuglio perché, da quando manca il guardiano Michele, essi subiscono delle forti riduzioni di cibo. Allora tutti uniti decidono di rivoltarsi per protestare contro tale ingiustizia. Solo il serpente a sonagli non partecipa a questa lotta unitaria, ma morirà vittima del proprio egoismo e della propria ingordigia in modo ignominio­so. I1 racconto termina con il pieno successo della rivolta: infatti i responsabili di tale situazione di oppressione, il viceguardiano Leandro ed il veterina­rio Bilietti, verranno smascherati ed assicurati alla

-186-

giustizia. A1 felice esito della vicenda sarà deter­minante anche l'aiuto di alcune persone buone, e fra queste in particolare Mimo, di dieci anni, l'amica Lilli di nove e Mamma Lena.


I personaggi

Sono tutti ben tipizzati e contraddistinti in buoni e cattivi; non ci sono incertezze, pentimenti o conversioni da parte loro: chi è buono agisce coerentemente dall'inizio alla fine, chi è cattivo rimane tale.

I personaggi sono costituiti da persone e da ani mali. Gli animali sono tutti buoni, se si eccettua il serpente; essi inoltre pur non potendo parlare con gli uomini, possono però ragionare e discutere tra loro come degli esseri umani. Esaminiamo alcuni personaggi ed il loro ruolo in rela-

-187-

zione ai processi di modificazione migliorativa o peggiorativa.


Mimmo

E' un ragazzo di dieci anni, orfano di madre e perciò assai legato al padre che è guardiano dello zoo e si chiama Michele. Egli è un agente miglioratore e come tale aiuta gli animali a superare 1a loro condizione di sfruttamento. Sua amica è Lilli, una bambina di nove anni, figlia di Zì Pino, il bruscoli­naio che aveva il banchettino dei bruscolini vicino all'ingresso dello zoo.



Mamma Lena

Una visitatrice pressoché giornaliera dello zoo, vedova e per lo più sola al mondo in quanto la guerra le aveva portato via l'unico figliuolo. Avrebbe voluto far del bene agli uomini, ma essendo debole e povera

-188-

aveva preferito dedicarsi al bene degli animali dello zoo, e, perciò, appena poteva portava loro qualcosa da mangiare. E' la sola che viene accolta con costan­te simpatia dagli animali, anche quando il buon Mimo è da loro sospettato di essere d'accordo con il vice­guardiano.



Leandro

E' il viceguardiano che rubava parte della carne destinata agli animali, fa la parte del cattivo, ed il suo comportamento è tale sia con gli animali che con i loro amici.



I1 dottor Bilietti

E' il veterinario dello zoo, fu egli a provocare la malattia del buon guardiano, per poter fare i suoi esperimenti sugli animali. La sua malvagità arriverà al punto di progettare l'uccisione di tutti gli anima-

-189-

li dello zoo.



Michele

E' il guardiano buono che alla fine del racconto ritornerà a gestire lo zoo, fra la comprensibile gioia degli animali.


Gli animali dello zoo

Sono molti e tra loro i rapporti, all'inizio, non sono tra i migliori in quanto rivaleggiano per questioni più di snob che di altro. Nonostante ci sia un po'

di comprensibile rivalità, sono convinti della necessità di essere tra loro solidali, solo il serpente a so­nagli tradisce i suoi compagni. Mano a mano che la lo­ro protesta cresce e si rafforza essi tendono verso o­biettivi sempre più ambiziosi, infatti se all'inizio essi lottano per una 'questione di stomaco', una volta ottenuto il cibo in quantità superiore rispetto a pri-


-190-

ma, essi continuano il loro sciopero della fame al fine di smascherare il viceguardiano ladro.

Tutti sono presentati simpaticamente, con i loro pre­gi ma soprattutto con i loro piccoli difetti, solo il serpente spicca per la sua perfidia e falsità, Fra loro emerge Giorgietto, un simpatico scimpanzé, che pur di mostrare al pubblico la falsità di Leandro, che affermava che gli animali non mangiano perché sa­zi, mangia con avidità una prugna il cui osso appuntito gli traforerà l'intestino e gli provocherà una morte dolorosa; egli sarà l'eroe "sacrificatosi per il bene di tutti" (152).

______________

152) M. Argilli, Rivolta allo zoo, Torino, Einaudi, S.A.I.E., s.d.; p. 130.

-191-


Rapporto autore-opera-lettore

Questo romanzo recupera la fiaba popolare, quel­la con gli animali parlanti. C'è un evidente legame con il concetto gramsciano di letteratura nazional-popolare, anche quest'opera, come I1 teatro delle ma­schere, attinge alla letteratura popolare e ne rispec­chia i sentimenti e gli ideali.

L'Autore narra come colui che sa tutto. I1 movi­mento narrativo è, per lo più, quello della scena. I1 discorso è narrativizzato, è tuttavia presente anche quello diretto. La narrazione, per rapporto alla sto­ria, è ulteriore.

L'elemento fantastico-didascalico

I personaggi sono tipi fissi, la loro individua­lità è in funzione dell'intreccio. Essi non fanno derivare la storia dal loro carattere, ma la subiscono, in

-192-


quanto i loro processi di modificazione sono motivati da azioni antecedenti: ad esempio la protesta degli animali deriva dalla sottrazione di cibo operata dal viceguardiano. I personaggi non sono quelli della fiaba di magia, ma sono tratti dal concreto mondo dello zoo, gli animali tuttavia hanno poteri straordinari in quanto sono in grado di comunicare tra di loro e di fare le assemblee per discutere le varie forme di lotta, proprio come degli esseri umani. I fenomeni eccezionali e prodigiosi sono per lo più connessi con il trasferimento nel mondo animale di situazioni dia­logate tipiche del mondo umano.

Il tempo è fuori del tempo storico e non svolge alcuna funzione narrativa; esso si confonde e si com­misura con lo spazio del racconto; anche il teatro delle azioni è generico, esse avvengono all'interno di uno zoo, ma non si precisa nulla di più. L'elemento fantastico è dato non solo dal fatto

-193-

che gli animali sono dotati di attività raziocinante, ma anche per la presenza di situazioni esagerate si­no all'iperbole, che generano il prodigioso ed il comico ad un tempo, come è possibile riscontrare nella descrizione della battaglia ingaggiata dagli animali contro il viceguardiano e il veterinario, di cui ci limitiamo a riportarne alcune righe: "Afferrato il grosso pallone che era nella vasca, l'orso con un perfetto passaggio lo lanciò alla foca. Questa lo fermò sul naso, lo tenne un attimo in equilibrio, poi guizzata quasi interamente fuori dall'acqua, con un colpo di reni lo scagliò contro Bilietti. Fu vera mente un tiro di punizione da far invidia ad un can­noniere del calcio: il pallone saettò e colpì in pie no la testa dell'uomo con un tonfo che rintronò per tutto lo zoo" (153).



________________

153) M. Argilli, Rivolta allo zoo, op. cit., p. 179.

-194-

I1 narratore non si limita ad offrire episodi straordinari, comici e avventurosi, di tanto in tan­to Egli veicola dei contenuti didascalici, sia offrendo sue interpretazioni dei fatti direttamente, sia mediante gli interventi dei personaggi, sia me­diante il tema della solidarietà che emerge in mol­te parti del racconto. Vediamo alcuni esempi: La tartaruga è delusa perché a causa della sua lentezza deve ritornarsene nella sua vaschetta senza aver co­nosciuto il perché della sua chiamata alle assemblee, in pratica è arrivata tra i suoi compagni quando tutto era finito: "E così dicendo mosse il primo passo per tornare alla vaschetta dalla quale era partita. Queste sono le delusioni che capitano a chi è lento e stupido, perché - a differenza di quel che dice il proverbio - chi va piano non solo arriva tardi, ma non è di alcun aiuto al prossimo" (154).



_____________

154) Idem, p. 196.


-195-


A volte l'Autore veicola i messaggi per bocca dei suoi personaggi, in questo caso è il cammello a tenere fra i suoi compagni una vera e propria lezio ne sulla solidarietà: noi ci limiteremo a riportarne alcune righe: "E vorrei, prima di tutto, ricordarvi una cosa: ognuno di noi prima di venire allo zoo, si è trovato in circostanze difficili, e non solo per fame, ma per il freddo o perché minacciato da anima­li più forti o da quegli uomini crudeli detti caccia tori. Ma ricordate cosa si faceva allora? Ognuno si univa con gli animali della sua razza...' (155).

Il messaggio è veicolato anche mediante il com­portamento esemplare, talvolta eroico, dei personag­gi, come nel caso della morte di Giorgietto, figura dell'eroe che muore per il bene di tutti, e che fino all'ultimo istante della sua vita pensa solo agli al-

____________

155) Idem, p. 66.


-196-


tri: "Le trafitture alla pancia si facevano insoppor­tabili: la morte si avvicinava. Ma Giorgietto cercò di sorridere: voleva che gli amici lo ricordassero allegro e matacchione come piaceva a loro. Raccolte tutte le sue forze, fece allora due capriole come usava per manifestare la gioia. Ma quando ebbe compiuta la seconda cadde pesantemente contro le sbarre, e rimase a terra bocconi" (156).

Chi tradisce la solidarietà perché pensa al pro­prio tornaconto soltanto è destinato a finire in modo vergognoso e senza destare compianti di sorta; signi­ficativa è dunque la morte del serpente ingozzatosi fino all'inverosimile, con la carne che il viceguar­diano gli dava di nascosto, non appena il cammello gli grida di essere un traditore: "Colpito sul viso, il serpente fece per reagire, ma non riuscì neanche

___________

156) Idem, pp. 128-129.


-197-


a pronunciare una sillaba. A quello sforzo, però, la pelle tirata fino all'inverosimile, non resistette. Si udì un boato come se nella gabbia fosse esploso un colpo di cannone: il serpente era scoppiato! Non ne restò a terra che qualche brandello di pelle ver­-

dastra" (157).

L'opera appare aperta o ben determinata nei suoi contenuti o messaggi? Ci sembra che il contenuto di­dascalico dell'opera pur essendo ben dichiarato, - si elogia infatti la solidarietà,-, non sia ancorato a particolari interpretazioni politiche. I1 tema della solidarietà è infatti trattato come valore in sè e per sè. Non c'è infatti come abbiamo notato per altre ope­re di Argilli l'antagonismo di classe; gli agenti mi­glioratori sono tali non perché appartengono ad una classe sociale, ma perché agiscono unitariamente per

_______________

157) Idem, p. 159.

-198-


il bene di tutti, lo stesso possiamo dire per gli a­genti peggioratori, i quali ricercano soltanto il proprio tornaconto, senza badare se in tal modo ledo no i diritti altrui.

Altro elemento di apertura ideologica dell'ope­ra, è costituito dal fatto che manca la critica allo assetto socio-politico e a certi centri del potere

che lo controllano, critica questa che era presente in Le avventure di Chiodino.

Sembra che in questo testo l'uomo Argilli sia rimasto intenzionalmente in ombra, per dare maggiore spazio ad una vena narrativa che a volte assume accenti anche poetici, rendendo più evidente la abili­tà di scrittore-inventore. Certo Egli non rinuncia a vedere nel proprio lettore un destinatario da 'educare' a precisi valori umani, ma questi rimangono ancorati ad un piano più universale, non colorati e filtrati da quella 'passione' ideologica che, specie


-199-


nelle prime opere, ha ricondotto il significato del loro messaggio ad una personalistica visione della realtà dei rapporti uomo-società. I1 giovane letto­re sembra così maggiormente rispettato e l'opera stessa assume un respiro più ampio e più idoneo a raggiungere un pubblico di ragazzi vasto ed etero­geneo sul piano socio-culturale.

I.4. Atomino (158)

Quest'opera è uscita inizialmente a puntate sul Pioniere dell'Unità, supplemento settimanale per ra­gazzi del quotidiano l'Unità, dal '63 al '66.

_________________

158) M. Argilli, Atomino, Milano, Fratelli Fabbri, 1976.
-200-




1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   ...   25


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale