Vademecum per I docenti



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IIS Prever – Pinerolo e Osasco Prof.ssa Negri Raffaella settembre 2017

VADEMECUM PER I DOCENTI

ALCUNE DIFFICOLTA’ A SCUOLA DI UN RAGAZZO CON SINDROME DI ASPERGER O AUTISMO AD ALTO FUNZIONAMENTO

(Ragazzi con diagnosi rientrante nello spettro autistico – F84. Si tratta di sindrome di asperger o autismo ad alto funzionamento quando il ragazzo è verbale ed il QI è nella norma o borderline )

Questa nota informativa vuole sensibilizzare gli insegnanti di sostegno e curriculari riguardo alle principali difficoltà che incontra un ragazzo con Sindrome Asperger o autismo ad alto funzionamento in ambito scolastico. Questi ragazzi, pur avendo tutti un funzionamento atipico della mente, e quindi atteggiamenti e comportamenti particolari, risultano poi diversi l’uno dall’altro, in quanto giocano un ruolo molto importante il temperamento e l’ambiente familiare e sociale di riferimento.

E’ molto importante che gli insegnanti e, se possibile, anche i compagni siano sensibilizzati riguardo le particolarità di questi ragazzi perché difficilmente una persona con autismo potrà cambiare il suo modo di essere ma, invece, un contesto a lui favorevole, fatto di persone e ambienti, permetterà al ragazzo di sviluppare una serie di strategie utili a vivere in comunità, rendendo l’ambiente sereno per tutti.



AMBITO

DIFFICOLTA’

STRATEGIE SUGGERITE


ATTENZIONE

Impiegano in genere un tempo lungo nel rispondere a stimoli e domande, in quanto, nella loro mente, analizzano ogni particolare sotto i diversi punti di vista prima di esporsi

Non dovrebbero essere aiutati o interrotti, in quanto il loro ragionamento riparte ogni volta dall’inizio e il processo diventa molto faticoso e lungo. Bisogna aspettare le loro risposte in silenzio.

Spesso si concentrano sui particolari, perdendo di vista il contesto globale

Bisogna spesso riportarli al contesto generale, utilizzando possibilmente immagini associate a concetti, soprattutto se questi sono astratti.

Spesso interrompono il contatto oculare per prestare attenzione, dandoci erroneamente l’idea che stiano pensando ad altro

Non chiedere loro di guardarci, ma parlare con discorsi concisi e il più possibile legati ad aspetti concreti. Alla fine si può chiedere loro di ripetere e/o riassumere quanto detto per essere sicuri che abbiano capito (difficile che facciano domande di chiarimento)



AMBITO

DIFFICOLTA’

STRATEGIE SUGGERITE


APPRENDIMENTO E COMPRENSIONE

La motivazione all’apprendimento è associata ad uno o più argomenti specifici che diventano per loro quasi delle ossessioni

Sarebbe bene, per quanto possibile, inserire le loro passioni tra gli argomenti scolastici. Bisognerebbe poi permettere loro di avere un tempo, anche minimo, da dedicare agli interessi ristretti, riportando poi i ragazzi, negli altri momenti, alle lezioni, con regole chiare e precise (la loro mente infatti continuerà ad andare automaticamente a questi interessi, se non impegnata diversamente).

Hanno difficoltà a comprendere spiegazioni lunghe, astratte e atteggiamenti non verbali (Percezione letterale).

Hanno difficoltà di interpretazione e immaginazione



Bisognerebbe parlare lentamente con frasi brevi e chiare; rendere tutto ciò che si può in immagini (riescono spesso a calarsi nelle immagini) abbinate a poche parole. Bisogna evitare i sottintesi, le allusioni, i modi di dire e i doppi sensi; tutto il parlato e lo scritto deve essere esplicito.

Hanno difficoltà nel fare più cose in una volta; vanno in confusione e si abbassa la loro autostima, in quanto pensano di essere “stupidi” perché non sono in grado di comportarsi come i compagni. Questa situazione potrebbe generare dei comportamenti problema.

Bisognerebbe, se possibile, evitare di:

Durante la lezione tendono ad isolarsi e perdersi nei propri interessi, se non vengono coinvolti direttamente e attivamente

Bisognerebbe coinvolgere il ragazzo direttamente invitandolo a partecipare.

La strategia migliore consisterebbe nello svolgere attività in coppia o piccolo gruppo, lasciando istruzioni precise su “chi fa cosa” per evitare che il ragazzo con autismo sia un semplice uditore.






RELAZIONI E INTERAZIONE

Hanno un forte desiderio di farsi degli amici, senza sapere come fare; questi ragazzi non capiscono messaggi verbali, paraverbali e non verbali dei loro coetanei e questi ultimi, a loro volta, non capiscono gli atteggiamenti dei ragazzi con autismo.

Bisognerebbe individuare un gruppetto di ragazzi della classe (tutor) più empatici e ricettivi e spiegare loro le difficoltà del compagno nelle situazioni sociali, affinché possano aiutarlo ad acquisire, con i suoi tempi, le abilità sociali che gli altri hanno acquisito per nascita o per “immersione”.

Sovraccarico di tensione: può succedere che siano soggetti a sovraccarichi di tensione e di stress e, di conseguenza, alzino la voce in modo incontrollato, diventino ripetitivi, manifestino stereotipie o abbiano esplosioni di rabbia. Potrebbero anche fare battute o apprezzamenti poco consoni alla situazione.

Nei momenti di tensione, non bisogna riprenderli o alzare la voce, ma provare a spostare la loro attenzione, cercando di abituarli a scrivere domande, battute, pensieri da utilizzare per fare dei ragionamenti in momenti di maggiore lucidità. Contemporaneamente, bisognerebbe che i compagni fossero rispettosi e accettassero la situazione in silenzio, senza ridere o fare battute.

AMBITO

DIFFICOLTA’

STRATEGIE SUGGERITE

ALCUNE CARATTERISTICHE DELLO SPETTRO AUTISTICO

Hanno grandi difficoltà nei momenti non strutturati (intervalli, palestra, laboratori, pausa pranzo). I ragazzi si “spaventano” perché non sanno precisamente cosa potrebbe succedere (imprevedibilità) e quindi essere soggetti a crisi e scompensi: chiudersi ed isolarsi o manifestare un qualunque comportamento problema.

In questi momenti gli insegnanti non dovrebbero promuovere “l’integrazione ad ogni costo” ma neanche abbandonare il ragazzo a sé stesso. Gli insegnanti dovrebbero individuare alcuni compagni più sensibili ed empatici e creare una piccola “rete di supporto”, che va comunque sempre “pilotata” da un docente.

Sovraccarico sensoriale: le persone con autismo hanno delle iper o ipo sensibilità che possono facilmente portare a comportamenti problema. Per esempio, sono in genere molto sensibili a luci eccessive, colori e sapori forti, rumori e confusione fastidiosa; tutto ciò genera in loro effetti sensoriali esageratamente dolorosi”, per noi molto difficili da comprendere.

Cercare di sensibilizzare la classe in modo da ridurre il rumore di fondo, anche solo dovuto a chiacchiere.

Prestare attenzione alle reazioni del ragazzo/a per poter eventualmente intervenire prima della manifestazione del comportamento problema.

Bisognerebbe anche individuare un luogo sicuro in cui i ragazzi con autismo possano rifugiarsi nei momenti di crisi, lontano dal rumore e dalle luci, e possano dedicare 10/15 minuti al rilassamento per superare il meltdown.


Hanno difficoltà ad accettare i cambiamenti

Bisogna prepararli al cambiamento dei programmi e delle attività per tempo, tramite schemi che uniscono il verbale al visivo, se possibile.

Alcune caratteristiche del comportamento del ragazzo possono farlo sembrare eccentrico e generare delle prese in giro da parte dei compagni: per esempio la goffaggine, il tono di voce monotono, il continuo riprendere insegnanti e compagni se, secondo lui, non seguono le regole che invece lui ha appreso.

Cercare di far riflettere la classe sul valore delle differenze. Se non è possibile lavorare con tutta la classe in questo senso, sensibilizzare alcuni allievi che costituiscano una sorta di rete attorno al compagno, isolando i soggetti che hanno un atteggiamento di esclusione e di bullismo.

L’insegnante di sostegno dovrà, in contemporanea, fare un lavoro individuale di accettazione con il ragazzo con autismo.





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