Verso la liberazione interiore


– Amsterdam, 19 maggio 1955



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7 – Amsterdam, 19 maggio 1955


Domanda: Che tipo di educazione dovrebbe avere mio figlio per far fronte a questo mondo caotico?

KRISHNAMURTI: Questa è una domanda veramente vasta, vero? Una domanda a cui non si può certo rispondere in un paio di minuti. Ma, forse, siamo in grado di riassumerla e, in seguito, potremo approfondirla ulteriormente.
Il problema non è che tipo di educazione dovrebbe avere il bambino, ma piuttosto il fatto che l’educatore stesso, il genito­re, necessita di educazione. (Mormorio di risate) No, per favore, non è un’osservazione arguta di cui ridere, con cui distrarsi. Non abbiamo forse bisogno di un tipo di educazione totalmente differente che non sia il mero coltivare la memoria, cosa che dà al bambino una tecnica, in grado di aiutarlo a trovare un lavoro, un sostentamento, bensì un’educazione che lo ren­derà veramente intelligente? L’intelligenza è la comprensione dell’intero processo, del processo totale della vita, non la co­noscenza di un frammento di essa.
Così, il problema in realtà è: siamo in grado noi, persone adul­te, di aiutare il bambino a crescere in libertà, in completa li­bertà? Il che non significa permettergli di fare ciò che vuole; ma piuttosto aiutarlo a comprendere che cosa sia essere liberi, perché noi stessi lo abbiamo compreso?
Attualmente, la nostra educazione non è che un processo di adeguamento che aiuta il bambino a conformarsi a un partico­lare modello della società in cui troverà un lavoro, diventerà esteriormente rispettabile, andrà in chiesa, si adatterà e farà sforzi sino alla sua morte. Non lo aiutiamo a essere libero inte­riormente, affinché, fattosi più grande, sia capace di affrontare tutte le complessità della vita – vale a dire, aiutarlo ad avere la capacità di pensare, invece di insegnargli che cosa pensare. Per questo, l’educatore stesso deve essere in grado di liberare la propria mente da qualsiasi autorità, da qualsiasi paura, da qualsiasi nazionalità, dalle svariate forme di credenza e tradi­zione, di modo che il bambino capisca – col vostro aiuto, con la vostra intelligenza – che cosa sia essere liberi, che cosa sia domandare, indagare e scoprire.
Ma, vedete, noi non vogliamo una società siffatta; non vogliamo un mondo diverso. Vogliamo la ripetizione del vecchio mondo, soltanto modificato, soltanto reso un po’ migliore, un po’ più raffinato. Vogliamo che il bambino si conformi totalmente, che non pensi affatto, che non sia consapevole, che non sia interiormente limpido – perché, se è interiormente limpido, sono in pe­ricolo tutti i nostri valori stabiliti. Così, ciò che questa domanda implica realmente è: come educare l’educatore. Come possia­mo voi e io – perché noi, i genitori, la società, siamo gli educato­ri – come possiamo voi e io contribuire a fare chiarezza in noi stessi, cosicché anche il bambino sia in grado di pensare liberamente, avere una mente calma, una mente quieta, con cui pos­sano essere percepite e originarsi nuove cose?
Questa è veramente una domanda fondamentale. Perché sia­mo educati? Solo per un lavoro? Solo per accettare il cattolice­simo o il protestantesimo, il comunismo o l’induismo? Solo per conformarci a una qualche tradizione, per inserirci in un qualche lavoro? Oppure, l’educazione è qualcosa di completamente diverso, non il coltivare la memoria, bensì il processo della comprensione? La comprensione non giunge mediante l’analisi; la comprensione giunge solo quando la mente è molto quieta, sgravata; quando non cerca più il successo, essendo, per tale ragione, frustrata, timorosa del fallimento. Solo quan­do la mente è calma, soltanto allora c’è una possibilità di com­prendere e di avere intelligenza. Una simile educazione è quella giusta, e da essa, ovviamente, derivano le altre cose.
Ma siamo veramente in pochi a interessarci a tutto ciò. Se avete un figlio, volete che abbia un lavoro; vi interessa solo questo – che cosa accadrà al suo futuro. Il figlio deve ereditare tutte le cose che avete – la proprietà, i valori, le credenze, le tradizioni – o deve, piuttosto, crescere in libertà, in modo da scoprire da sé il vero? Ciò può avvenire solo se voi stessi non ereditate, se voi stessi siete liberi di indagare, di scoprire il vero.



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