Verso l’astrazione inediti su carta di Laura Barbarini poesie di Claudio Damiani



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Doppio passo. Incontri di Arte e Letteratura

A cura di Maria Ida Gaeta



Verso l’astrazione
inediti su carta di Laura Barbarini
poesie di Claudio Damiani

L’incontro tra le opere di Laura Barbarini e le poesie di Claudio Damiani è un incontro di sensibilità affini, che possono comprendersi con immediatezza e intensità. Mai come in questa occasione il gesto, lo sguardo dell’artista chiamano la parola poetica. La “strana” calma che trasmette il lavoro di Laura mentre osserva e soprattutto “pensa” la Natura è la stessa che ci invade leggendo molte poesie di Claudio. La mostra e il catalogo propongono opere su carta inedite, mai esposte finora, che utilizzano varie tecniche, dall’acrilico all’olio, accomunate dalla ricerca di un punto di equilibrio tra esperienza della natura ed esperienza della pittura che sembra trovare piena espressione nella passione per il colore. Uno studio sul colore che, come il titolo della mostra suggerisce, si volge sempre più verso l’astrazione, alla ricerca di una rarefazione che l’uso della carta facilita, consentendole forse maggiore libertà degli oli e dei pastelli, tecniche da sempre amate e praticate dall’artista. Attraverso una esplorazione sapientemente pittorica che raggiunge esiti di grande intensità, i lavori su carta di Laura Barbarini rivelano, accanto alla perizia e all’abilità di una mano esperta e pienamente consapevole dei propri mezzi, una mente che scruta e indaga, che inventa nuovi paesaggi, proiettando in essi un proprio nucleo interiore, misterioso e segreto. Ne siamo attratti, affondiamo lo sguardo in opere che ci offrono una potente occasione di rispecchiamento per le nostre emozioni.



Quando guardo le carte o i quadri di Laura mi sembra di rivedere cose già viste nell’arte o nella natura ma come in ombra o in spirito, come in fantasma. Da quell’ombra, da quella sagoma, non sapresti poi risalire a un presunto originale, della natura o dell’arte, e resti a vagare cercando, e non trovando. Così si fa strada l’idea che quelle immagini non siano echi, o ombre sbiadite, ma qualcosa che esiste, che sta.

Quello di Laura non è un gesto, né un moto. Usa il pennello ma non c’è pennellata. Lei non fa niente. Sta soltanto a guardare.

La natura, che è invisibile, si mostra, e ogni suo moto, è una composizione perfetta, ogni suo più piccolo moto, è un quadro.

Non è un caleidoscopio; nel caleidoscopio le immagini sono strane, tutte diverse, tutte uguali. Qui le immagini non sono né strane, né diverse, né uguali. Sono perfette.

C’è una mente che le pensa. La natura, ci dice Laura, è una mente. Ogni suo moto è pensiero.

L’arte non guarda la natura. Ma, stando seduta, con una strana calma, guarda i suoi pensieri.

L’uomo è nella natura, non fuori. La natura pensa. L’uomo pensa e il suo pensiero fa parte del pensiero della natura. L’artista non pensa. Riesce a non pensare. Mettendo a tacere il suo pensiero guarda il pensiero della natura.

Chi guarda queste opere si accorge che la natura pensa. E pensa anche a noi, ci pensa. Ci vuole bene e ci dà forza. Non siamo soli. Ora non possiamo che stare vicino a lei. Ora sappiamo quello che dobbiamo fare.

Claudio Damiani




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