Viii° Seminario 5/6/97



Scaricare 126.5 Kb.
Pagina1/9
25.03.2019
Dimensione del file126.5 Kb.
  1   2   3   4   5   6   7   8   9




Paolo Ferrari: Allora, siamo giunti all'ultimo Seminario di quest'anno.

Per quest'ultimo Seminario ho deciso, abbiamo deciso, una collocazione di questa nuova attività in maniera un po' spostata: prima. Intanto ho fatto la prima trasgressione e sono passato dall'alto invece che dal basso: quest'anno ero sempre passato dal basso. In secondo luogo nel titolo parto col dire del pensare come attività principale di Homo sapiens, la quale attività si pone già in un contesto particolare che è quello che ho chiamato morire in Assenza, morte in Assenza oppure, precedentemente, l'avevo chiamata morte astratta. Perciò colloco la questione del pensare umano già sulla strada, sulla pista di quello che sarà, o quello che potrebbe essere, quella nuova condizione più astratta, più vuota, o vuota in assoluto, o altra, o a-sistemica che è quella dell'Assenza.

Come al solito, dopo questa breve introduzione parlerà Susanna, poi parlerà Luciano Eletti, e qui è stato a voi consegnato il Sunto fatto da lui sul IV Saggio dell'Assenza; era già stato distribuito in parte durante i Seminari precedenti, mancava un'ultima parte; in questo ci sono anche le traduzioni in francese e in inglese che ci occorrevano per una certa operazione che stiamo conducendo nelle altre lingue.

E' importante porre quest'ultimo punto del fatto del morire in Assenza come principio dell'attività pensante, e perciò questo venir meno, di cui abbiamo parlato tutto l'anno, come fondamento e come analogo, come equivalenza a quello che il sistema umano vive come morire: questo a lungo Susanna ha illustrato lungo il percorso.

Susanna credo che delineerà un percorso lungo le diverse tappe di questo iter, i diversi segnavia, come li ha chiamati una volta Luciano Eletti prendendo in prestito da Heidegger.

Quello che mi colpisce è il fatto che queste parole, che questi oggetti astratti, a poco a poco svuotati del loro essere enti concreti ed enti mentali, divenendo anche elementi a-mentali, questi a poco a poco entrino nel parlare anche delle persone, delle scienze, del metodo, del teatro. Oggi, per esempio, avendo noi mandato i titoli ai giornali, uno dei giornali nazionali, nella sua cronaca cittadina, negli incontri, intitolava questo nostro titolo Morire in Assenza, e questo mi ha colpito molto nel senso che colui che ha fatto questa sintesi ha dovuto astrarre ed estrarre un elemento così fondante o così fondamentale e porlo in termini... come titolo di questo incontro, a differenza di una serie di altri titoli che erano invece legati al luogo dove avvenivano. Invece Morire in Assenza era un alcunché, un'astrazione posta su questa pagina di giornale. E questo mi colpisce perché il morire in Assenza, già il fatto 'morire in Assenza', è già un elemento lessicale molto particolare perché uno potrebbe dire... cioè in italiano, se uno deve morire muore di qualcosa, non in qualcosa, e questo è già un fatto, è già un'invenzione di questo nuovo vocabolario:* morire in A. Questo morire in A è un qualcosa di molto particolare, ed è quello che segna e ha segnato il passaggio per arrivare a questo altro tipo di sistema, a questo a-sistema. Morire in Assenza significa già formulare, formare questa A*, questa dimensione A, questo che abbiamo chiamato il fattore o funzione A, che fa parte di un sistema diverso ma che non è diverso da tutti gli altri sistemi intermedi che Homo sapiens attraversa per poter arrivare al fatto di poter pensare in termini simbolici, ovvero a nominare le cose, ovvero a concettualizzare, ovvero ad avere quella razionalità che gli permette di definire e di fare una specie di contratto con il mondo facendolo a mano a mano esistere.

Allora è interessante che questo ultimo Seminario di quest'anno venga chiamato Morire in Assenza perché questo è un luogo unico, è un luogo mai esistito in questi termini perché, anche dal punto di vista del mio lavoro terapeutico, vedo che in fin dei conti il lavoro consiste nel fatto che l'altro, che la patologia regredisca, ma regredire che cosa significa? Che il corpo, l'essere, l'onnipotenza, la tendenza pulsionale, la montagna, la concretizzazione, la pulsionalità a poco a poco possano venire meno, cioè possano morire in Assenza. Morire in Assenza significa che muoiono di quel sistema nuovo senza che debba esistere il fatto che debba necessariamente avvenire una morte fisica. La morte fisica è una delle tante possibili morti. Morire in Assenza è una morte molto più complessa che non la morte fisica: la morte fisica è una morte semplice.

Ma di questo parleremo probabilmente il prossimo anno, di tutti i vari tipi di morti.

A questo punto preferisco passare la parola a Susanna che parli appunto dei vari passaggi - credo che sia il suo tema -, dei vari passaggi che abbiamo compiuto quest'anno, appunto, lungo questo itinerario, nell'assentarsi all'interno del contesto scientifico in cui il mondo attuale si muove.


elenco: seminari -> destra
destra -> Aforismi per seminario
seminari -> Per capire cosa è un buon problema, partiamo dai problemi. Per capire cosa è un buon problema, partiamo dai problemi
seminari -> Laurea specialistica in Ingegneria Informatica a a. 2008/2009 Corso di Seminari in Ingegneria del Software Prof. Giuseppe de Giacomo
seminari -> Il progetto ocse-pisa programme for International Student Assessment Le prove di matematica, scienze, lettura e problem solving
seminari -> Cittadinanza e Costituzione
destra -> Assenza: in-dematerializzazione IL Gesto de-materializzante in-Assenza come gesto-del-pensare
destra -> Il senso-del gesto/Il gesto-senza-senso
destra -> In-Assenza per Seminario
destra -> “Non intendono gli uomini questo discorso che è sempre né prima di udirlo né quando una volta hanno udito, e per quanto le cos


Condividi con i tuoi amici:
  1   2   3   4   5   6   7   8   9


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale