Vittoria Chierici



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09.01.2018
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VITTORIA CHIERICI
Vittoria Chierici nasce a Bologna nel 1955 ed è tra i primi laureati in storia dell’arte al DAMS; si trasferisce poi a New York per continuare gli studi alla Columbia University ed alla School of Visual Arts dove si occupa di fotografia, video e pittura.
La sua avventura nell’arte inizia nella metropoli americana dove collabora con l’artista Manuela Filiaci nella gestione di “The parallel window”, un innovativo spazio espositivo dedicato agli artisti emergenti. Tornata a Bologna, nel 1983 si unisce al gruppo di giovani artisti Enfatisti guidato da Francesca Alinovi e partecipa alle loro serate alla Galleria Neon. Irrequieta e curiosa, si immerge interamente nel fermento creativo dell’avanguardia italiana degli anni ’80, maturando un personale approccio all’arte che fin dall’inizio rivela la sua natura multimediale, gestuale, nomade, in equilibrio tra museo ed innovazione. Si trasferisce quindi a Milano, l’unica città italiana di respiro internazionale “dove le cose accadono come a New York” ed espone assieme al gruppo Zeffiri Milanesi nello studio del curatore Corrado Levi: i suoi quadri, che coniugano il rigore dei grandi astrattisti italiani con un segno istintivo che rimanda all’Espressionismo Astratto americano, sono preciso sismografo di una generazione vitale ed impegnata.
La notorietà internazionale arriva nel 1989 con la serie “Coca Cola Classics” che dopo essere stata esposta in diverse città europee tra cui Londra, Torino e Milano, rappresenta l’Italia a Tokyo alla mostra “7 artists”, organizzata da INFAS e dalla famiglia di  Hanae Mori. La sua rielaborazione delle Green Coca Cola bottles di Andy Warhol è al tempo stesso portatrice e contestatrice della cultura moderna, liberamente utilizzata come veicolo di uno stato d’animo personale.
Nei primi anni ’90 ha inizio il ciclo intitolato Galla Placidia, in cui l’artista ridisegna le stelle del noto mosaico bizantino ravennate sostituendole con palle da tennis realizzate con differenti tecniche e varianti compositive: un linguaggio di matrice pop ritrova un inaspettato legame con la storia diventando sorprendentemente poetico e ironico al tempo stesso.
Nel frattempo la Chierici è attiva nel dibattito culturale: collabora con la rivista “Slam”, con il giornale satirico “Infarto”, pubblica il libro Aftermath in cui unisce la sua esperienza di artista alla formazione di storica dell’arte, è assistente di Corrado Levi e Beppe Finessi alla Facoltà di Design del Politecnico di Milano.
La produzione artistica degli anni ’90 è quasi interamente assorbita dal tema delle battaglie: da Anghiari a Montaperti alle guerre del Golfo passando per Guernica, si confronta con un genere storico sempre attuale mettendone a fuoco la drammaticità attraverso composizioni digitali percorse da una pittura perentoria lontana da una facile mediazione naturalistica.

Nel 2000 riceve dal Comune di Anghiari la commissione per un lavoro sullo scomparso affresco di Leonardo da Vinci, intraprendendo sulla base dei frammentari disegni originali una ricostruzione integrale della battaglia leonardesca che diventa opera d’arte contemporanea attraverso la rielaborazione digitale e pittorica.


L’incontro a New York con la danzatrice contemporanea Mandy Kirshner orienta il suo interesse verso lo studio delle dinamiche di questa disciplina e nel 2009, dopo aver fotografato per anni le prove della compagnia di danza, la Chierici crea la scenografia per Montauk, uno spettacolo della coreografa Liz Gerring in cui le immagini digitali si trasformano in disegni e moltiplicano lo spazio e i movimenti dei ballerini sulla scena.
La danza meccanica di una trivellatrice industriale e di moderni mulini a vento in una campagna assolata è invece il soggetto di Wolf Chaser, film ideato da Vittoria nel 2008 ed edito da Phil Hartley. Il movimento rallentato, scomposto e amplificato dal colore tramite rielaborazione digitale sembra perdere la sua natura artificiale e tornare a far parte dell’armonia del mondo trovando la propria voce nella pièce musicale per violino, percussioni e fanoni di balena composta da Eve Beglarian.
Nel 2009 realizza in collaborazione con la musicista ANA Milosavljevic e la film maker Yuko Takebe il film Luci in the sky utilizzando fotogrammi scartati delle riprese notturne del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen diretto dall’amico Renzo Cabassi. In queste immagini il contrasto tra l’infinitamente lontano del cielo abitato da luci eteree e la breve vita delle creature notturne che accidentalmente vengono riprese dalla telecamera fissa, trova pace nelle note di una musica struggente.
Nel 2012 Vittoria si imbarca su una nave mercantile per impadronirsi dell’oceano: nasce il progetto “Sailing away to paint the sea”, in cui l’artista registra con foto e pennellate astratte tutti gli aspetti dell’acqua che percorre inseguendo l’unità di luce tempo e movimento che costituisce l’essenza di questo elemento primordiale. Le riprese video realizzate durante il viaggio come diario di bordo vengono rielaborate assieme al film maker David Roy e generano due filmati completati dalle colonne sonore originali di Charles Edmond Brigg e Maurizio Pisati.
Vittoria Chierici è un’artista visiva che lavora a progetto come farebbe un architetto; le sue opere sono accomunate dalla dedizione a un’idea fissa che viene caparbiamente approfondita attraverso infinite variazioni fino al punto in cui la ripetizione moltiplicata rivela tutti gli aspetti del problema.
La sua cifra stilistica sta nell’usare ogni tecnica al servizio del suo istinto e del suo pensiero, la sua rielaborazione grafica e pittorica è al di fuori di ogni logica formalistica e si applica indifferentemente alle immagini della storia dell’arte o alla realtà dei luoghi del mondo in cui la passione la conduce.
Preferisce realizzare il suo lavoro nel luogo del progetto per assorbirne tutte le sollecitazioni, scompone in immagini l’oggetto della sua ossessione per rivelarne i rapporti di tensione tra le parti e la compresenza di forze, tenta sintassi differenti per fondare nuovi equilibri.

Le sue opere sono un dato di fatto che liquida il concetto di originalità inteso come valore, sono fredde nella loro vocazione analitica e appassionate nel riflettere una reale urgenza interiore, subiscono il fascino del colore senza esserne succubi.

EMANUELA ZANON

HALL POWELL
Ha iniziato la sua carriera in teatro come assistente del regista Alan Schneider, noto per aver diretto in prima mondiale delle opere di Samuel Beckett and Edward Albee. Dopo alcuni anni di attività nel teatro, Powell si è trasferito in Italia ed ha lavorato come assistente per Roman Polanski. Successivamente ha frequentato l’Università di Tubinga dove ha studiato tedesco, latino e filosofia (con Ernst Bloch).

Ha lavorato come sceneggiatore, tra l’altro, ad episodi di New York I Love You, Law & Order e Law & Order/Criminal Intent, The Lot.

In Italia i suoi progetti comprendono “The Sky Below”(diretto da Eugenio Cappuccio, ora in post-produzione a Roma) e “Rocco,” per la Mike Bongiorno Productions/Mediset.

Sempre a Roma, è stato optionato per la serie per la TV italiana “Difensore d’Ufficio”, con Enzo Decaro. È stato incaricato dal produttore Pietro Valsecchi/Tao Due di scrivere il copione di “La ragazza della sesta luna”. È intervenuto alla Scuola italiana di cinema dell’Università di Rona La Sapienza. Recentemente, Powell ha collaborato con Roberto Faenza e il regista giapponese Shunji Iwai.

La sua traduzione in inglese – la prima dall’originale italiano - della leggendaria graphic novel di Hugo Pratt Corto Maltese: Una ballata del mare salato, edita da Rizzoli, è alla seconda ristampa.

 Hall Powell insegna “Visual Storytelling” per video e film al National Academy Museum and School di New York.



SERGIO BUONO FOTOGRAFO
Nato a Bolzano il 28/11/51, vive e lavora a Bologna.

Dagli anni ottanta collaboro con le agenzie di pubblicità e multimediali: Officina Immagine, Planet, Partners, Gestar Advert, Moruzzi's, A.G.O., ADM, Horizon Unlimited, Laboratorio delle Idee, Galleria D’Arte Moderna di Bologna, Museo Civico di Bologna, Museo Morandi di Bologna.

Fotografo dal 1992 per la Galleria D'Arte Moderna di Bologna, ho eseguito riproduzioni di quadri e oggetti d'arte per archivi e collezioni - private e pubbliche - e per cataloghi di mostre:

Ha partecipato a numerose mostre fotografiche. Tra queste, nel 2000 alla mostra fotografica - Gente di Bologna - curata dal CNA. e dallo storico dell'arte Eugenio Riccomini, allestita nella Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna ed a Praga all'ambasciata italiana.

Nel 2003 alla mostra fotografica - I volti del ritratto - a cura di CNA-SIAF, sempre nel quadriportico Archiginnasio di Bologna.

Dal 2005 collabora con l’Arcidiocesi di Bologna nell’ambito del progetto”Inventario informatizzato dei beni culturali ecclesiastici” per cui ha eseguito circa ottomila fotografie in circa trecento parrocchie del forense.

Nel 2010 espone fotografie per la mostra personale “senza Tempo” a cura della Associazione Culturale Bologna Soqquadro nella cantina Bentivoglio di Bologna.

Nel 2012 partecipa alla mostra collettiva “Frutti dimenticati” a cura della Galleria B4 in via Vinazzetti a Bologna.

Nel 2013 partecipa alla mostra ”Scorci della tua città” in occasione della trentanovesima mostra collettiva di pittura del Gruppo Amici dell’Arte Club Rodigino.

Nel 2014 espone fotografie su Bolzano per la mostra personale organizzata dal Mercato Generale di Bolzano.



Ha realizzato i seguenti libri fotografici:

Quando l'Artusi uscì di Casa, sulla cucina italiana. Recensione su Progresso Fotografico marzo 1993.

Senza Tempo, sull'interpretazione di Bologna dell'autore. Recensione su Progresso Fotografico marzo 1997.

L'Oro più Prezioso, sulla cultura ebraica nella regione Emilia Romagna.

Una Trama Luminosa, sulle chiese di Bologna.
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