Xvii legislatura



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Camera dei deputati

senato della repubblica

______________________

XVII LEGISLATURA

______________________

Doc. XXIII

N. 28

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI
E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI

(istituita con legge 7 gennaio 2014, n. 1)



(composta dai deputati: Bratti, Presidente; Bianchi Dorina, Bianchi Stella, Braga, Carrescia, Castiello, Cominelli, D’Agostino, De Mita, Palma, Polverini, Taglialatela, Vignaroli, Vicepresidente, Zaratti, Segretario, Zolezzi; e dai senatori: Arrigoni, Augello, Vicepresidente, Cervellini, Compagnone, Iurlaro, Martelli, Morgoni, Nugnes, Orellana, Orru’, Pagnoncelli, Pepe, Puppato, Scalia, Segretario, Sollo)

Relazione sui siti contaminati gestiti dalla società Caffaro a Torviscosa, Brescia, Colleferro e Galliera

(Relatori: on. Bratti, sen. Compagnone, on. Cominelli)

Approvata dalla Commissione nella seduta del 17 ottobre 2017

_______________

Comunicata alle Presidenze il 17 ottobre 2017

ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 7 gennaio 2014, n. 1


INDICE

Sommario


Premessa generale 6

1. Inquadramento giuridico delle società SNIA/Caffaro 7

1.1 Il quadro societario del Gruppo SNIA- Caffaro 7

1.2 Il contenzioso civile 9

1.2.1 L’azione di responsabilità nei confronti di amministratori, sindaci e soci di riferimento di SNIA 9

1.2.2 Le azioni proposte nei confronti della SORIN dal commissario straordinario di SNIA e dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano 23

1.2.3 La causa promossa dall’Avvocatura distrettuale dello Stato in Milano contro Livanova PLC (già SORIN) 29

1)erano state respinte le domande di insinuazione al passivo di SNIA e CAFFARO; 31

2)era stata rigettata l’opposizione allo stato passivo CAFFARO (mentre risultava tuttora pendente l’opposizione SNIA); 31

3)era stata rigettata la domanda di risarcimento danni (RG 5463/12 Trib Milano) promossa da SNIA in AS, con intervento ad adiuvandum degli odierni attori, avverso i cessati amministratori e sindaci in tema di paventati “danni ambientali” ed asserita “illiceità” della scissione SNIA-SORIN (doc. 1714/4); 31

4)era stata rigettata soprattutto, con la sopra citata sentenza n. 4101/2016, pubblicata in data 1° aprile 2016 (doc. 1714/3), la domanda di condanna (RG 5148/12), direttamente proposta dagli odierni attori nei confronti di SORIN, in relazione proprio alle ragioni di credito indicate a fondamento della domanda qui proposta. 31

1.2.4 Il contenzioso davanti al tribunale di Udine 33

1.che la società Caffaro Srl era stata proprietaria del sito produttivo di Torviscosa (in prossimità della laguna di Grado e Marano) e dei relativi impianti fino al 2006; 33

2.che la società Caffaro Srl era stata proprietaria di due siti e dei relativi impianti nel comprensorio industriale di Colleferro (all’interno della Valle del Sacco): in particolare, nell’area Chetoni dal 1912 al 2005 e nell’area Benzoino dal 1912 al Gennaio 2005; 33

3.che la società Caffaro Srl era stata proprietaria del sito produttivo di Brescia e dei relativi impianti fino al momento della dichiarazione dello stato di insolvenza; 33

4.che la stessa, nei tre siti anzidetti, oltre ad essere proprietaria dei mezzi di produzione, ne aveva gestito l’utilizzo ai fini produttivi; 33

5.che, nel corso dell’attività imprenditoriale, la Caffaro Srl aveva causato i danni ambientali, come determinati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e di seguito riportati; 34

6.che, in particolare, il danno ambientale prodotto dallo stabilimento di Torviscosa era stato dall’ISPRA valutato, nel mese di novembre 2009, nell’importo complessivo di euro 1.228.546.730 (doc. 1876/5); quello prodotto dallo stabilimento di Brescia era stato valutato dall’ISPRA nell’importo complessivo di euro 1.553.807.700, come da allegato alla nota trasmessa al Ministero dell’ambiente in data 5 febbraio 2009 (doc. 1876/11); quello prodotto alla Valle del Sacco dallo stabilimento di Colleferro era stato valutato dall’ISPRA, nel mese di gennaio 2010, nell’importo complessivo di euro 660.902.973,60 (doc. 1876/12); 34

7.che il Ministero dell’ambiente era il titolare esclusivo del danno ambientale, ai sensi degli articoli 300 e seguenti del decreto legislativo n. 152 del 2006; 34

1.2.5 La domanda di ammissione allo stato passivo in SNIA 35

1.2.6 Il contenzioso amministrativo 37

1.3 I procedimenti penali 39

a)ex articoli 110 del codice penale, 223, commi 1 e 2, n. 2, R.D. n. 267 del 1942 (legge fallimentare), 3, e 95 del decreto legislativo n. 270 del 1999 per avere, in concorso tra loro (nonché con Tiberio Lonati, poi, deceduto), quali amministratori di SNIA Spa, dichiarata insolvente con sentenza del tribunale di Milano del 15 aprile 2010, distratto beni della società, operando la scissione parziale di SNIA, deliberata dal consiglio di amministrazione in data 13 maggio 2003, con conseguente attribuzione e trasferimento a favore della beneficiaria SORIN Spa di tutte le partecipazioni sociali nel comparto biomedicale, così evitando di sanare il disastro ambientale e di ottemperare agli oneri di bonifica; 39

b)ex articoli 110 del codice penale, 223, comma 2, numeri 1 e 2, della legge fallimentare, 2629 e 2622 del codice civile, 3 e 95 del decreto legislativo n. 270 del 1999, perché, quali amministratori di SNIA, concorrevano a cagionare il dissesto della società, compiendo la scissione in pregiudizio dei creditori e - con false comunicazioni sociali in danno della società e dei creditori - omettevano dolosamente di rappresentare nella situazione patrimoniale di riferimento per la scissione (bilancio 2002) le passività connesse agli oneri di bonifica gravanti sulle partecipate, passività di cui gli amministratori erano consapevoli e dovevano prudenzialmente tenere conto (cfr. l’allegato decreto che dispone il giudizio in doc. 813/2). 39

1.4 Il problema della quantificazione del danno ambientale dei tre SIN 40

1.5 La disciplina dei crediti delle amministrazioni pubbliche nella procedura di amministrazione straordinaria 43

1)vanno ammesse in prededuzione (che significa pagamento prima dei creditori ammessi al passivo) le somme che il Ministero ha effettivamente speso; 44

2)vanno ammesse in privilegio le somme che il Ministero ha accantonato con vincolo di destinazione e di spesa; 44

3)vanno, infine, ammesse al chirografo tutte le altre somme. 44

1.6 Alcune considerazioni 46

2. Il sito di interesse nazionale “Laguna di Grado e Marano” 50

2.1 Inquadramento del SIN 50

2.1.1 I rapporti tra il “Commissario delegato” e il “Commissario straordinario” della Caffaro Chimica in liquidazione Srl e della Caffaro Srl , in amministrazione straordinaria 53

2.1.2 Le ragioni della riperimetrazione/deperimetrazione del SIN 59

2.2 Principali criticità ambientali 61

2.3. La situazione attuale e gli interventi di bonifica 61

2.3.1 La messa in sicurezza e la bonifica delle aree ricomprese nel SIN, come riperimetrato nel 2012 65

2.3.2 La barriera idraulica 70

2.4 Risorse pubbliche stanziate per il SIN 72

2.5 Stato di avanzamento dei procedimenti di bonifica 73

2.5.1 Area SPIN Spa - Gruppo Bracco 74

2.5.2 Area Lavanderia Adriatica Srl 74

2.6 Lo stabilimento Caffaro di Torviscosa 74

2.6.1 Inquadramento dell’area 75

2.6.2 Soggetti coinvolti nell’iter di bonifica/messa in sicurezza 75

2.6.3 Attività produttive pregresse e attuali 76

2.7 I costi di bonifica del sito 83

2.8 I procedimenti penali 85

2.8.1 La vicende penale connessa alla perimetrazione del SIN 85

2.8.2 La vicenda penale concernente il Consorzio Aussa Corno 93

2.9 Conclusioni 95

3. SIN di “Brescia - Caffaro” 97

3.1 La situazione ambientale della provincia di Brescia 97

3.2 Inquadramento del SIN di Brescia Caffaro e stato della contaminazione 98

3.3 Risorse pubbliche stanziate per il SIN 103

3.4 Lo stato MISE (messa in sicurezza d’emergenza) dell’area dello stabilimento Caffaro 108

3.4.1 La barriera idraulica 110

3.5 Le ultime analisi dell’ARPA 115

3.6 Ulteriori problematiche 117

3.7 Il ruolo e la posizione del commissario straordinario della Caffaro Chimica Srl in amministrazione straordinaria 120

3.8 Il danno ambientale 121

i terreni dello stabilimento produttivo e la falda acquifera ad esso sottostante; 122

la falda acquifera a valle dello stabilimento per più di 20 Km di distanza; 122

i sedimenti e le sponde delle rogge del reticolo delle acque superficiali, a partire dalla roggia Fiumicella, dove recapitano gli scarichi dello stabilimento Caffaro; 122

le aree agricole ubicate in prossimità dello stabilimento produttivo; 122

diverse aree residenziali contaminate del comune di Brescia. 122

3.9 Il ruolo del commissario straordinario delegato del SIN “Brescia-Caffaro” 126

3.10 Conclusioni 130

4. Il SIN “Bacino del fiume Sacco” 133

4.1 Le caratteristiche della Valle del Sacco 133

4.2 Inquadramento generale 135

4.2.1 Lo stato di emergenza del bacino del fiume Sacco 135

4.2.2 Il SIN “Bacino del Fiume Sacco” 136

4.3 L’ex ufficio commissariale Valle del Sacco 140

4.4 La tipologia degli interventi dell’ufficio commissariale 142

4.5 Il territorio attribuito alle competenze esclusive dell’ufficio commissariale 143

4.5.1 Il comprensorio industriale di Colleferro 144

4.5.2 Le aree agricole ripariali 145

4.5.3 L’elenco delle aree inquinate 146

4.6 Gli interventi effettuati dall’Ufficio del commissario delegato 147

4.7 Fondi utilizzati dall’ufficio commissariale 153

4.8 Stato attuale delle attività 162

4.9 Gli interventi programmati 163

1.impianto depuratore di Anagni; 163

2.sperimentazione di fitodepurazione; 163

3.indagini epidemiologiche; 163

4.monitoraggio acque e pozzi di emungimento; 163

5.interventi di caratterizzazione delle aree agricole e industriali; 163

6.discarica Le Lame; 163

7.siti meritevoli di essere indagati in seguito ad attività di sub perimetrazione 2012. 163

4.9.1 Il depuratore di Anagni 163

4.9.2 La sperimentazione di fitodepurazione 164

4.9.3 Le indagini epidemiologiche 166

4.9.4 Il monitoraggio delle acque e dei pozzi di emungimento 168

4.9.5 Interventi di caratterizzazione delle aree agricole e industriali 169

4.9.6 La discarica Le Lame 170

5. Le aree Caffaro 174

5.1 Le aree degli stabilimenti Caffaro a Colleferro 174

5.2 Attività svolta dall’ufficio commissariale nell’area industriale di Colleferro - Caffaro 177

5.2.1 La caratterizzazione 177

5.2.2 Aree industriali con intervento diretto dell’ufficio commissariale 178

1.area di stabilimento per la produzione dei Chetoni (Caffaro), con una superficie di circa 5,3 ettari, di proprietà della Caffaro Srl dal 1981, soggetto obbligato; 178

2. area di impianto per la produzione del benzoino e derivati (Caffaro), con una superficie di circa 1,6 ettari, di proprietà della società Se.Co.Sv.Im. Srl, concessa in locazione alla Caffaro Srl nel 1989, soggetti obbligati. 178

5.2.3 Interventi di messa in sicurezza bonifica nelle aree occupate dagli stabilimenti della Caffaro 180

5.3 Area stabilimento Chetoni-Fenilglicina 181

5.4 Area stabilimento Benzoino e derivati 182

5.5 Le aree esterne 183

5.6 Il danno ambientale 184

6. Il Sito Caffaro nel comune di Galliera 189

6.1 La caratterizzazione del sito 189

la matrice suolo nell’area interna allo stabilimento, dove sono stati effettuati 99 sondaggi a carotaggio continuo fino a 6 metri e nei pressi dello Scolo Riolo fino a 15 metri; 190

le acque sotterranee nell’area interna dello stabilimento e per un’area esterna in un raggio di 500 metri, dove sono stati installati 17 piezometri, di cui 6 esterni all’area dello stabilimento; 190

le acque superficiali dello Scolo Riolo. 190

1.nella realizzazione di una barriera idraulica, mediante cinque pozzi di emungimento e successivo trattamento delle acque emunte, prima del loro scarico nello Scolo Riolo, di cui quattro pozzi situati nell’area interna allo stabilimento e uno all’esterno; 193

2.nella impermeabilizzazione, tramite capping, delle zone interessate dagli interramenti di rifiuti presenti nelle ex marcite e delle aree poste nella porzione Nord dello stabilimento (area a verde), che avevano presentato contaminazioni superiori alle concentrazioni soglia di rischio (CSR) definite dall’analisi di rischio. L’intervento di capping riguardava una superficie pari a circa 2.700 mq, nell’area di interramento dei rifiuti, e di circa 3.000 metri quadrati, in corrispondenza dei punti di superamento delle CSR. Inoltre veniva prevista l’esecuzione di monitoraggi periodici delle falde acquifere. 193

6.2 Gli interventi di messa in sicurezza permanente e di bonifica del sito da parte del comune di Galliera, in via sostitutiva 197

l’area ubicata nella porzione nord del sito, che non è mai stata sede di impianti produttivi, denominata “area verde”; 198

l’ex area produttiva su cui insistevano le attività produttive. 198

7. Considerazioni finali 201

i terreni dello stabilimento produttivo e la falda acquifera ad esso sottostante; 210

la falda acquifera a valle dello stabilimento per più di 20 Km di distanza; 210

i sedimenti e le sponde delle rogge del reticolo delle acque superficiali, a partire dalla roggia Fiumicella, dove recapitano gli scarichi dello stabilimento Caffaro; 210

le aree agricole ubicate in prossimità dello stabilimento produttivo; 210

diverse aree residenziali contaminate del comune di Brescia. 210





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